'Erboristicando' a Montalto di Cessapalombo
Montaldo di Cessapalombo è una piccola frazione eppure si dimostra sempre attiva nell'organizzare interessanti manifestazioni strettamente collegate al territorio.
In programma, per domenica 20 giugno, c'è una giornata dedicata ai sapori più tradizionali e caratteristici.
La manifestazione si chiama “Erboristicando” e consiste in una passeggiata tra le erbe spontanee che però hanno un interesse erboristico e culinario. Il programma della giornata prevede il ritrovo a palazzo “Simonelli”, a seguire una breve introduzione sulle piante e i caratteri identificativi delle diverse specie. In questo modo tutti i partecipanti avranno modo di conoscere in maniera più approfondita le diverse piante ed erbe tipiche di questo territorio montano. Sarà servito anche il pranzo che ovviamente a base di erbe officinali, piante spontanee ed altri prodotti tipici del territorio. A conclusione della giornata ci sarò l'illustrazione di un erbario creato con piante autoctone ovviamente ci sarà anche una spiegazione per quanto riguarda il loror utilizzo in campo erboristico, culinario e anche cosmetico.
San Severino premia i 'suoi' campioni
Festa grande, nel Municipio di San Severino Marche, per gli atleti portacolori delle società settempedane distintisi negli ultimi mesi in varie discipline sportive: dalla ruzzola al ciclismo, dalle bocce al tennis, dal calcio a cinque al tiro a volo, dal volley agli scacchi, dal karate al judo, dalla danza alle moto. A riceverli, nella sala degli Stemmi, sono stati il sindaco della Città, Cesare Martini, l'assessore comunale allo Sport, Fernando Taborro, ed i colleghi assessori Alessandra Aronne e Cadia Carloni. Un centinaio i premiati fra cui i campioni nazionali di mountain bike della Tormatic Pedale Settempedano, l'oro tricolore nel judo Marianna Soverchia, i ballerini azzurri Marco Zaganelli ed Eva Teloni, la campionessa italiana di tiro a volo appartenente ai volontari dei Vigili del Fuoco, Martina Cochi, e numerosi campioni regionali e provinciali. Per i giochi di squadra sono stati premiati i componenti della San Severino Volley e dell'Artigianvetro calcio a cinque
“Abbiamo premiato i nostri campioni, quelli che tutti i giorni si allenano negli impianti sportivi settempedani e che fanno parlare di San Severino Marche ovunque in maniera positiva promuovendo, spesso - sottolinea l'assessore comunale Fernando Taborro - i veri valori dello sport che sono lo stare insieme e, in molti casi, anche il gioco di squadra”.
Don Guido Bibini, un parroco 'sportivo'
Festa a Chiesanuova per il 50° di ordinazione sacerdotale di don Guido Bibini, da oltre 30 anni parroco nella frazione del comune di Treia. Oltre a spendersi per i suoi parrocchiani don Guido è anche attaccatissimo alla società del Chiesanuova calcio, anzi ne è il primo tifoso. Tanto è vero che in occasione dello storico salto in Promozione della squadra, dopo la vittoria sul Camerino, don Guido non solo suonò a festa le campane della chiesa, ma offrì anche una cena di pesce a giocatori e dirigenti della società.
Capponi: 'Non escludo la possibilità di ricorso'
Conferenza di saluto del presidente Franco Capponi e della sua giunta nella sala della provincia di Macerata. Un momento di amarezza e di rammarico per il lavoro appena iniziato. Meno di un anno di attività, di progetti, di iniziative…Tutto interrotto per le note vicende giudiziarie. Franco Capponi ha tenuto a ricordare quanto aveva realizzato ed ha condannato il fatto che un tribunale abbia preso una decisione e un altro abbia contraddetto la prima sentenza, aprendo la strada a nuove elezioni a distanza di un anno. Non ha escluso, qualora ve ne sia la possibilità, di presentare un ulteriore ricorso.
A Fiastra ritorna il Triathlon Olimpico
Domenica 20 giugno partirà dalla spiaggetta del lago Enel di Fiastra a San Lorenzo, la gara di Triathlon Olimpico “Open” organizzata da Olimpia Triathlon asd in collaborazione con il Comune di Fiastra con il patrocinio di Enel, Provincia di Macerata, Parco Nazionale dei Monti Sibillini, CONI, Federazione Italiana Triathlon e CUS Camerino. La gara sarà valida come decimo campionato italiano Vigili del Fuoco memorial “Tommaso Carsetti”, fondatore e presidente per tanti anni della Olimpia Camerino Triathlon, recentemente scomparso. Gli atleti in gara dovranno prima nuotare su un percorso di 1,5 Km all'interno di un tracciato delimitato sulla superficie del lago Enel di Fiastra e, successivamente, percorrere 37 Km in mountain bike su strade intorno al lago come la parte podistica del percorso lunga 10 Km; complessivamente gli atleti percorreranno circa 50 Km. Al termine della gara gli atleti e tutte le persone presenti potranno partecipare ad un pasta party nei pressi della spiaggetta attrezzata dal Comune di Fiastra, cui seguirà la premiazione degli atleti vincitori; parteciperanno alla gara in oltre 200, già iscritti, fra uomini e donne.
Torna la 24 ore de le Moje. In gol la solidarietà
Torna “La 24ore de le Moje” e vanno a segno sport e solidarietà. Venerdì 18 e sabato 19 giugno lo stadio “Grande Torino” di Moie ospiterà 24 ore di calcio no stop, grazie alle gare animate da squadre, fra cui quella, presente ogni anno, del Consiglio comunale, che versano una quota di iscrizione, devoluta poi in beneficenza. Per la prima volta “La 24ore de le Moje” avrà anche la colonna sonora di un gruppo molto seguito, “Le Deviazioni”, cover band di Vasco Rossi. Fischio d'inizio della manifestazione, venerdì alle ore 21. Ad organizzare l'evento, giunto alla nona edizione, sono il Centro giovanile “Don Bosco”, il Centro di aggregazione giovanile “Mondrian” e l'associazione turistica Pro loco, in collaborazione con l'Amministrazione comunale, assessorato alle Politiche giovanili.
“E' molto importante – fa osservare l'assessore Fabiana Piergigli – che per la prima volta, nella realizzazione della maratona calcistica, hanno cooperato le due massime agenzie giovanili presenti sul territorio, il Centro don Bosco e il Cag. L'Amministrazione comunale è lieta di patrocinare un'iniziativa che, nello spirito di collaborazione della Pro loco, degli operatori, dei giovani e dei loro genitori, rappresenta un esempio di lavoro di rete efficace”. La ventriquattr'ore nasce nel 2002 dall'iniziativa di un gruppo di ragazzi, allora poco più che ventenni, che frequentavano il Centro don Bosco.
“L'idea – spiega uno di loro, Luca Gramaccioni – era quella di organizzare una manifestazione che vedesse coinvolti in prima persona i ragazzi ed i giovani per la realizzazione di un progetto. E' nata la maratona calcistica che vede impegnate ogni anno dalle 200 alle 250 persone, che si danno il cambio in una sfida lunga 24 ore con lo scopo di raccogliere fondi da destinare in beneficenza”. Un evento da record, insomma, dove si realizzano all'incirca dalle 250 alle 300 reti. Le squadre sono molto eterogenee, formate da mamme, papà, figli, amici, colleghi. Da diversi anni la partita iniziale vede di fronte la squadra dell'Amministrazione comunale, formata da consiglieri di maggioranza, minoranza e dipendenti, capitanata dal sindaco, e la squadra del Centro “Don Bosco”, capitanata dal parroco. Finora il ricavato dell'evento è stato devoluto interamente a favore delle Missioni estere cappuccine, che stanno portando avanti un progetto educativo e lavorativo a Mokonissa, in Etiopia. Gli sponsor che fin dalla prima edizione contribuiscono alla riuscita della manifestazione sono Bora, Acqua Frasassi e Pizza Party, che ha l'onere della gestione delle prenotazioni.
Festa etno culture, tutto il mondo in un paese
Dopo l'anteprima del 13 giugno con la cena peruviana, si inaugura venerdì 18 la V edizione di “Festa Etno Culture, tutto il mondo in un paese”. Fino a domenica 20, Sant'Angelo in Pontano ospita musica, spettacoli, mercatini e gastronomia etnica.
L'iniziativa, organizzata dalla Pro Loco e dal Comune di Sant'Angelo in Pontano, in collaborazione con la Provincia di Macerata, la Comunità Montana dei Monti Azzurri di San Ginesio, i Comuni aderenti all'Ambito Territoriale XVI, l'Anolf (Associazione Nazionale Oltre le Frontiere) e l'Associazione Perigeo Onlus, intende favorire l'integrazione attraverso la musica e la cucina, promuovendo la ricchezza della diversità e la conoscenza di altre culture. La manifestazione, nata da un'idea dell'attuale sindaco del Comune Eraldo Mosconi e dall'Assessore alla Protezione Civile della Provincia di Macerata, Simone Livi (originario di Sant'Angelo e già sindaco del paese), ha riscosso negli anni grandi consensi, tanto da essere divenuta un appuntamento tradizionale.
La formula della festa è ormai consolidata: tre sono le serate a tema, ognuna delle quali ospita artisti di rilievo provenienti anche dall'Argentina, dalla Spagna e dal Brasile. Si apre venerdì 18 giugno, alle 18 presso la zona dei Giardini Comunali, con un programma davvero ricco che vede Flamenco e Capoeira alternarsi in due spettacoli. Alle 21.30, infatti è prevista la Chitarra Flamenca di Miguel Fernandez che, con il suo gruppo composto da musicisti e ballerini, scalderà l'atmosfera con lo spettacolo “Pasion Flamenca”, dedicato alla musica e alla danza tipica dell'Andalusia.
Protagonisti di venerdì 18, saranno però anche i Capoeira Oxossi, con delle esibizioni di Capoeira del gruppo preparato dal maestro Bozò Macumba. La Capoeira è una lotta che riecheggia la voglia di libertà degli schiavi africani deportati dai portoghesi che, per la sua componente musicale, viene spesso scambiata per una danza.
Ma la vitalità e i colori del Brasile saranno protagonisti anche sabato 19 giugno nella serata brasiliana. Lo spettacolo è affidato ad un ospite d'eccezione, Nelson Machado con Brasil Outra Vez, in cui il chitarrista, in trio con Red Rossi e Vonn Washington, proporrà musiche dal repertorio popolare brasiliano arrangiate secondo il suo personalissimo gusto.
Domenica 20 giugno, gran finale. Dopo il successo dello scorso anno torna, a grande richiesta, la serata Celtica. A partire dalle 21.30 i Mortimer Mc Grave, gruppo rock celtico marchigiano che non ha bisogno di presentazioni, avvolgeranno e travolgeranno il pubblico con l'armonia della loro musica. Verranno eseguiti brani contenuti nel primo album che hanno il pregio di essere comparsi anche nelle compilation Celtica e Keltica. L'ultimo lavoro discografico del gruppo invece, vanta la partecipazione di artisti di primissimo piano, come Massimo Giuntini, Edoardo Vianello e Neri Marcorè.
Nelle tre serate, a partire dalle h. 19, sarà presente un ricco stand gastronomico allestito dalla Pro Loco che, per l'occasione, ha pensato ad un menù che dà la possibilità di assaporare e degustare piatti di cucina etnica, come la paella, la fasolada brasiliana, varie specialità messicane e molto altro, tutto rigorosamente preparato da cuochi di provenienza estera, assolutamente fedeli alle tradizioni del luogo di appartenenza del piatto. Ad animare le vie di Sant'Angelo in Pontano poi, uno sfizioso mercatino con artigianato etnico e non, che aprirà i battenti tutte le sere alle ore 18 e domenica dalle 15.
Divertimento ma anche solidarietà. Grazie alla collaborazione del Comune con l'Associazione Perigeo Onlus, quest'anno la festa ha ampliato lo sguardo verso i meno fortunati, con una novità rappresentata da“Aspettando Etno Culture”. Si è trattato di una sorta di serata di anteprima alla festa vera e propria che, il 13 giugno scorso, con una cena solidale a tema, ha raccolto fondi in favore di un orfanatrofio di Lima per il progetto è denominato “Sos Casa” che prevede la ristrutturazione di questa casa di accoglienza per bambini orfani. Prossimamente una delegazione della Perigeo intraprenderà un viaggio in Perù per consegnare il denaro raccolto e in quell'occasione i volontari metteranno a disposizione la propria professionalità per il miglioramento della struttura. In questo senso, ed anche in ragione del fatto che a Sant'Angelo in Pontano risiedono diverse comunità di stranieri perfettamente integrati, la festa si adatta al territorio. E' anche grazie alla fattiva collaborazione di questi gruppi di diversa provenienza che Festa etno Culture, è sempre un successo.
L'Uteam festeggia i suoi venti anni
L'Uteam - l'Università della Terza Età dell'Alto Maceratese - ha celebrato, nei giorni scorsi, il ventesimo anno di fondazione. La ricorrenza è stata salutata con un incontro molto partecipato, ospitato al castello di Lanciano di Castelraimondo, al quale hanno preso parte oltre 400 persone, fra iscritti ed amici dell'associazione, che hanno assistito, per la prima volta, all'esibizione del coro Uteam, diretto dal maestro Maurizio Maffezzoli. La formazione vocale, infatti, è nata solo di recente ed è l'ultima iniziativa, in ordine di tempo, proposta dalla stessa associazione nata per iniziativa dell'ex arcivescovo Francesco Gioia. Alla festa per il ventennale, introdotta dal saluto del presidente Adriano Vissani, che ha brevemente ripercorso tutte le tappe fondamentali dell'istituzione, hanno preso parte anche l'arcivescovo di Camerino - San Severino Marche, mons. Francesco Giovanni Brugnaro, che spesso tiene lezione all'Università della Terza Età dell'Alto Maceratese, il sindaco di San Severino, Cesare Martini, ed i sindaci dei Comuni associati fra cui quelli di Cingoli, Filippo Saltamartini, di Castelraimondo, Luigi Bonifazi, di Fiuminata, Vito Rizzo, il consigliere regionale Francesco Comi ed il consigliere provinciale Renzo Marinelli, la dottoressa Carla Marchetti in rappresentanza della Zona Territoriale 10 dell'Asur.
Partita con soli trenta iscritti l'Uteam in questi venti anni è cresciuta e si è fatta conoscere tanto che oggi conta ben 800 iscritti e sedi coordinate a Sarnano, San Ginesio, Monte San Giusto e Treia ma anche Camerino, Castelraimondo, Cingoli, Fiuminata, Serravalle di Chienti e Visso.
“Ma non ci possiamo cullare sui consuntivi fin qui realizzati - ha ricordato il presidente Adriano Vissani, sottolineando - Dobbiamo muoverci, proporre ed agire e preventivare il futuro ed i prossimi anni accademici con serietà e con l'intento di dare agli iscritti iniziative qualificate e qualificanti”. Poi, rivolto agli amministratori presenti, Vissani ha anche lanciato un appello: “L'anziano oggi deve essere considerato, a mio avviso, un dono per la società moderna poiché la terza età saggia è l'elemento determinante per la costruzione delle nuove generazioni. L'Università della Terza Età si propone anche la riscoperta di valori fondamentali e di punti forti quali la famiglia e l'insegnamento della vita. Valori che, purtroppo, sono in declino per l'impoverimento morale e culturale esercitato dalla tv, dalla pubblicità e dalla cultura di massa - ha proseguito Vissani, per poi concludere - Sono sicuro che nel discorso di educazione permanente maturi sempre più la possibilità al dialogo ed alla reciproca comprensione per alleviare il peso degli anni”.
Nelle foto: alcuni momenti dell'incontro per i venti anni dell'Uteam
Italiani accoglienti, ma la Tanzania mi aspetta
Di Eno Santecchia.
Don Vedasto è un sacerdote tanzaniano, da tre anni in Italia per completare gli studi specialistici di Filosofia alla Pontificia Università Urbaniana di Roma. Nei fine settimana giunge a Caldarola per coadiuvare il parroco nelle funzioni religiose.
L'occasione è buona per conoscere qualche sua impressione. Pur ritenendo il paesaggio italiano vario e incantevole, rileva che ultimamente ha piovuto troppo spesso e a lungo. Gli italiani sono accoglienti e ospitali, non fanno pesare la differenza di colore; qui lo straniero avverte il calore umano più che nell'Europa del Nord. Sono dei veri appassionati del mangiar bene, usano alimenti freschi e cucinano più volte al giorno. Per noi è ovvio, ma non avviene dappertutto.
Nella conversazione spesso gli italiani si sovrappongono: non hanno la pazienza inglese di aspettare che l'altro finisca di parlare. Nonostante ciò ci si capisce bene lo stesso.
In Italia si possono comprendere tutte le varie fasi della storia dell'uomo. Restano ancora ben salde le opere risalenti a due o tre millenni fa, nonostante terremoti, alluvioni, frane e catastrofi varie. Vedasto crede che la buona conservazione dei beni culturali arricchisce culturalmente il visitatore e dà prestigio al paese. Una volta persi certi beni e valori sono impossibili da recuperare.
Ciò che ci racconta del suo paese è più interessante, perché sull'argomento pochissimo trapela nei media italiani.
In Tanzania il paesaggio degrada dal Kilimangiaro, montagna più alta d'Africa, attraverso le foreste tropicali, le savane fino alle spiagge dalla sabbia bianca dell'oceano indiano. Vi sono parchi ben tenuti come Ngorongoro, Serengeti, Mikumi, Ruaha, conosciutissimi dai turisti, le cui immagini compaiono spesso sulle riviste patinate di tutto il mondo. Potrebbero, tuttavia, essere migliorate le strade di accesso e l'accoglienza e pubblicizzati di più sia all'interno che all'estero.
L'agricoltura dovrebbe essere condotta con metodi più moderni e razionali: è auspicabile un maggior utilizzo della meccanizzazione per aumentare l'attuale scarsa produzione di cereali, canna da zucchero, cotone, sisal, banane, ananas, manghi, cocco, agrumi, e legumi.
I tanzaniani ricordano ancora la guerra del 1978-79 contro l'Uganda del dittatore Idi Amin. Più che i morti, i feriti e le distruzioni, la gente comune ricorda la crisi economica conseguente alle ingenti spese belliche e la scarsità di derrate alimentari e di medicine. Dopo la guerra imperversò la prima epidemia di AIDS che, pur ridotta, ancora esiste. Tale malattia non può essere debellata se non avverrà un cambiamento degli stili di vita e dei comportamenti sociali.
Julius Nyerere, il primo presidente e scrittore, ha trasmesso alla sua popolazione dei valori ancora attuali, sostenendo: “Non basta che io sto bene, occorre che anche il mio vicino stia bene”. Per vicino intendeva anche i popoli confinanti. In quel periodo nel paese erano ospitati gli studenti del Sudafrica, rifugiati politici per l'apartheid, del Mozambico e dello Zambia.
Tutti ricordano Nyerere per la sua rigorosa politica fondata sull'etica. È riuscito a far scomparire il concetto negativo di divisione tribale, promovendo l'adozione dello swahili come lingua nazionale. Da allora ci si può spostare da nord a sud per lavoro, viaggiare e comunicare con la medesima lingua, come non accade in altre nazioni africane. Era una persona comune e nello stesso tempo davvero speciale, vicina ai modi di agire della maggior parte della popolazione.
Per merito delle sue azioni di governo e della sua condotta morale pubblica e privata è tuttora chiamato “Il Padre della Patria” (Baba wa Taifa). Qual era il suo segreto? S'identificava sempre nella stessa persona, rifuggendo le ambiguità usate spesso dai politici per nascondere o giustificare i comportamenti poco ortodossi tenuti nella sfera privata.
Dopo la sua scomparsa del 1999, la corruzione, che consente il divaricarsi della forbice sociale, è aumentata ed è molto sofferta dalla popolazione. Per sconfiggere la povertà, ridurre la diseguaglianza sociale e non sprecare preziose risorse energetiche è il momento di riprendere i suoi consigli.
Nel 2009 i vescovi tanzaniani cattolici hanno stilato il documento di promozione sociale “Waraka wa Maaskofu kuelekea uchaguzi mkuu”, per far prendere coscienza al popolo della responsabilità verso la lotta alla corruzione, invitando a scegliere persone che servono lo Stato e non si servano di esso per arricchirsi.
Quando ritornerà in patria d. Vedasto spera di trovare una Tanzania migliore, per la quale è disposto a fornire il suo contributo personale e professionale, arricchito dagli studi e dalle esperienze europee.
Rivive ad Appignano Bellente, l'eroe brigante....
Dopo due secoli Pietro Masi, meglio noto come Bellente il brigante torna a rivivere nel cuore di Appignano. Le gesta del giovane eroe appignanese, amato dalle donne e dalla gente, animeranno l'approfondimento storico con cena e spettacolo nella Piazza del Municipio di Appignano. Oltre 70 attori, figuranti, musicisti e ballerini in costume rappresenteranno la storia di Bellente e della sua banda a non più di 180 spettatori comodamente seduti a tavola a cena con ricette della tradizione locale dell'800, consumate e servite nelle tipiche stoviglie di terracotta tornite a mano dagli artigiani locali. Il pubblico sarà seduto al desco popolare mentre attorno ad esso si svilupperanno le vicende di una comunità, quella appignanese del 1812, confusa tra i retaggi del vecchio potere papalino e le contraddizioni del nuovo ordine sociale dello stato napoleonico. Dall'accurato approfondimento storico riemergeranno memorie, fatti e personaggi realmente esistiti che evidenzieranno ancora una volta come le faide tra i potenti e gli sconvolgimenti storici siano sempre costellati dai sacrifici della gente più povera e semplice.
Colonna sonora della serata sarà “Bellente” la canzone scritta e musicata da Peppe de Birtina, scomparso cantastorie appignanese, che ha lasciato alla sua gente una ballata struggente ed emozionante che ha fornito le linee guida per la ricostruzione della vicenda.
La quarta edizione di “Bellente il Brigante” con la produzione del Comune e della Pro loco di Appignano, con il patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, della Regione Marche e della Provincia di Macerata e con l'organizzazione di “Arte Nomade” si svolgerà ad Appignano il 2, il 3 e il 4 Luglio con inizio alle ore 20,45.
L'incontro con il Bellente può essere fatale! E' difficile sottrarsi al fascino di un personaggio semplice del popolo che è riuscito a lasciare una traccia indelebile nella memoria tramandata più che sulle pagine dei libri di storia “ufficiale”. Come in ogni storia popolare che si rispetti non sono i giudizi storici o politici a contare quanto piuttosto il tributo di coraggio ed il pedaggio della sofferenza. Il concetto del brigante è tutto speciale, tutto proprio e conforme alle condizioni e alle disposizioni degli animi e tutto da scoprire
